Confrontarsi con il cancro può far sentire vulnerabili e intaccare la propria serenità.
Si può avere l’impressione di aver perso parte della propria autonomia durante il trattamento. Si osservano i cambiamenti di ruoli avvenuti in famiglia o sul luogo di lavoro, quelli sopravvenuti nella vita quotidiana e in quella sociale. Ma soprattutto, ci si confronta con le trasformazioni che ha subito il corpo e con gli strascichi delle terapie e operazioni che rendono difficile svolgere alcune consuete attività.
Tutto ciò può far vacillare la fiducia in se stessi, può dare l’impressione di non essere più in grado di fare quello che si faceva prima. E ciò può scoraggiare e rendere più difficile il ritorno alla normalità. Non bisogna abbattersi: l’esperienza del tumore è una sfida complessa, faticosa, lunga. Ed è normale aver perso familiarità con molte attività e le forze per svolgerle. Ma gradualmente le cose cominceranno a migliorare già dopo la fine dei trattamenti.
Ricostruire la fiducia in sé può richiedere tempo. È bene osservare ogni lieve miglioramento e prenderne atto, anche quando è piccolo. Perché è di questi piccoli traguardi che si nutre la fiducia. Nel tempo ci si accorgerà che le cose torneranno al loro posto. Ciò non significa però che tutto tornerà esattamente come prima, ma che si riuscirà a trovare un nuovo equilibrio ottimale per la fase della vita che si sta vivendo.
Se questo riadattamento tarda o risulta complesso, può essere utile chiedere aiuto a uno psicologo esperto. Le fonti di stress non scompaiono con la fine delle cure, l’ansia di una recidiva, i flash-back delle brutte esperienze trascorse e le limitazioni attuali non accettate rischiano di incidere pesantemente sulla qualità di vita. Perciò, un aiuto professionale può essere una risorsa importante per affrontare questi stress nel modo giusto e riacquisire il maggior grado di serenità possibile.
E’ opportuno scegliere uno Psicologo che sia Psico-Oncologo, cioè formato in maniera specifica e che sia a conoscenza delle problematiche frequenti di tali pazienti, della famiglia e che abbia già avuto modo di trattarle.
